I lavori su alberi mediante funi richiedono una gestione tecnica accurata, perché combinano attività operative complesse con rischi elevati. Non si tratta soltanto di accedere in quota, ma di muoversi all’interno della chioma, operare con attrezzature da taglio e prevedere in anticipo le modalità di recupero in caso di emergenza.
Le indicazioni tecniche oggi disponibili mettono in evidenza un principio molto chiaro: la sicurezza in questo ambito dipende dall’equilibrio tra attrezzature adeguate, procedure corrette, formazione specifica e capacità di organizzare ogni fase del lavoro in modo coerente con il contesto reale.
Spostamento in chioma: una fase da pianificare con attenzione
Dopo l’accesso alla pianta, una delle fasi più delicate è lo spostamento in chioma, cioè il passaggio dal punto di accesso alla zona in cui devono essere eseguite le lavorazioni.
Questa fase assume caratteristiche ancora più critiche durante lo smontaggio della pianta. In quel momento, dopo l’eliminazione di rami e branche, l’operatore si trova spesso a dover procedere in discesa sul fusto, che viene progressivamente sezionato. In queste condizioni, nella maggior parte dei casi non è più disponibile un ancoraggio alto utile per il corretto posizionamento della fune di sicurezza, come invece avviene nella fase iniziale di accesso.
Per questo motivo, la gestione dello spostamento non può essere affrontata in modo standard. Deve essere valutata in relazione alla struttura della pianta, alla configurazione della chioma, alla direzione degli spostamenti e alle condizioni operative effettive.
Durante le fasi di smontaggio, la caduta dell’operatore deve essere prevenuta attraverso il cordino di posizionamento. In caso di taglio accidentale del cordino, la caduta può essere limitata dalla sottostante fune di lavoro. A questo si aggiunge un elemento fondamentale: deve essere sempre disponibile una fune di emergenza, collocata in modo da consentire l’accesso dal basso da parte del soccorritore.
Quando la sola fune di sicurezza non è la soluzione più efficace
Uno dei punti più delicati riguarda il fatto che, in alcune situazioni specifiche, l’uso della fune di sicurezza può rendere l’attività più pericolosa. Questo può accadere, ad esempio, quando limita i movimenti laterali dell’operatore, non protegge efficacemente nel caso di caduta a pendolo oppure espone il lavoratore a un fattore di caduta particolarmente sfavorevole nelle fasi di smontaggio del fusto.
In queste circostanze, se si tratta di condizioni concrete di pericolosità e se tali condizioni vengono dichiarate, valutate e documentate nel programma dei lavori, può essere consentito l’uso della sola fune di lavoro, purché sia comunque garantito un livello di sicurezza equivalente.
Questo risultato può essere raggiunto solo a precise condizioni:
- utilizzo di un dispositivo di regolazione o di un sistema che impedisca lo scollegamento accidentale dalla fune di lavoro;
- presenza continua di una fune di emergenza, correttamente collocata e con lunghezza sufficiente a raggiungere il terreno da qualsiasi punto della chioma o del fusto;
- organizzazione degli spostamenti in modo da evitare oscillazioni incontrollate ed effetto pendolo;
- divieto di utilizzare attrezzature o utensili da taglio durante gli spostamenti se prima non è stato garantito un ulteriore sistema di protezione, come il cordino di posizionamento.
Perché lo spostamento in chioma richiede valutazioni specifiche
La criticità di questa fase deriva anche da un aspetto tecnico importante: i dispositivi impiegati nei sistemi di arresto caduta sono progettati per lavorare in verticale, mentre all’interno della chioma il movimento dell’operatore è spesso trasversale.
Questa differenza può compromettere il corretto funzionamento dei sistemi, provocando blocchi nello scorrimento delle funi, maggiore affaticamento e un aumento del rischio di scivolamento, perdita di equilibrio, effetto pendolo o caduta.
A questo si aggiungono altre condizioni che possono rendere più complessa la movimentazione:
- assenza di tiranti d’aria idonei al corretto funzionamento dei dispositivi;
- incastro delle attrezzature in rami, forcelle o monconi;
- intreccio tra fune di lavoro e fune di sicurezza;
- maggiore probabilità di aggrovigliamento tra più funi o con il materiale di risulta;
- aumento dell’affaticamento dovuto al continuo recupero e spostamento delle funi.
Per questo, nei lavori su alberi mediante funi, lo spostamento in chioma deve sempre essere affrontato come una fase tecnica autonoma, da valutare e programmare in funzione delle condizioni reali di lavoro.
Taglio in quota: coordinamento e stabilità operativa
Le attività di taglio in quota, finalizzate alla potatura o allo smontaggio degli alberi, richiedono un’organizzazione precisa tra chi opera in quota e chi lavora a terra.
Ogni operazione che comporti la possibile caduta di materiale di risulta deve essere comunicata preventivamente al personale a terra. Questo coordinamento è essenziale per ridurre i rischi interferenziali e mantenere il controllo dell’area di lavoro.
Durante l’utilizzo di attrezzature e utensili da taglio, il posizionamento del lavoratore deve essere garantito attraverso due sistemi ancorati separatamente a parti della pianta. Le configurazioni possibili comprendono, ad esempio:
- fune di lavoro e fune di sicurezza;
- fune di lavoro e cordino di posizionamento;
- due funi di lavoro.
Il cordino di posizionamento ha un ruolo particolarmente rilevante, perché consente di aumentare la stabilità dell’operatore, fornire una seconda sicurezza durante il taglio e prevenire o limitare le conseguenze di un eventuale effetto pendolo.
Anche in questa fase deve essere sempre garantita una fune di emergenza efficace per altezza e collocazione, in modo da rendere possibile un soccorso immediato in caso di necessità.
Gestione delle emergenze: il recupero deve essere previsto prima dell’inizio dei lavori
Uno degli aspetti più importanti nei lavori su alberi con funi riguarda la gestione dell’emergenza. Le misure di soccorso non possono essere definite in modo generico o rinviate a un momento successivo: devono essere previste già nella fase di programmazione dei lavori.
Per questo è necessario che tutti i lavoratori addetti ai sistemi di lavoro su fune siano formati, addestrati e dotati di attrezzature e DPI idonei anche per affrontare situazioni di emergenza.
Tra gli elementi che devono essere garantiti rientrano:
- un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale;
- la presenza di un operatore adeguatamente formato ed equipaggiato per effettuare il recupero dell’infortunato;
- una chiara localizzazione del luogo di lavoro, con indirizzo preciso o, se necessario, con punti di riferimento univoci o coordinate geografiche.
Quando il luogo di lavoro non è coperto da rete mobile, devono essere previste soluzioni alternative adeguate, come una squadra organizzata per raggiungere una zona coperta oppure un ponte radio collegato a una stazione idonea ad attivare i soccorsi.
L’aspetto centrale è uno solo: in queste attività il recupero dell’operatore non autosufficiente deve essere possibile in tempi rapidi e con modalità già previste, non improvvisate.
Lavori su alberi con funi: sicurezza significa pianificazione, tecnica e addestramento
Le indicazioni tecniche relative ai lavori su alberi mediante funi mostrano con evidenza che la sicurezza non può essere affidata alla sola disponibilità dell’attrezzatura.
Serve una gestione integrata che comprenda:
- valutazione del contesto operativo;
- corretto impiego delle funi e dei sistemi di posizionamento;
- coordinamento costante tra operatori in quota e a terra;
- uso appropriato degli utensili durante le fasi di lavoro;
- pianificazione delle emergenze e delle procedure di recupero.
In altre parole, la sicurezza non si costruisce in un singolo passaggio, ma nella coerenza tra organizzazione, tecnica e capacità operativa.
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