Dopo la chiusura al pubblico di molti laboratori alimentari, come pasticcerie, gelaterie e di esercizi di somministrazione quali ristoranti e bar la consegna a domicilio (o delivery) è stata una delle prime misure decise per il contenimento dell’epidemia da coronavirus nel nostro Paese. Ed è per questo che molte attività si sono organizzate per poter consegnare le loro pietanze anche direttamente a casa dei clienti.

In realtà la vendita da asporto (take away) e la consegna a domicilio (delivery) rappresentano servizi ben conosciuti, anche se poco utilizzati, dalle aziende alimentari.
L’attuale emergenza sanitaria, che ha sconvolto le abitudini, i riti e la quotidianità di tutti noi, ne ha determinato la rinascita considerando i limiti temporali ed economici legati alle restrizioni in vigore: unici metodi per continuare ad offrire tutto il sapere, il sapore ed il calore della propria attività, portando a casa dei clienti pietanze buone e sicure.

Ma quali sono i requisiti igienico sanitari da rispettare?

Confezionamento degli alimenti

Gli alimenti devono essere posti in vaschette e contenitori monouso, che vengono immediatamente chiusi per evitare sversamenti e aperture accidentali.
Dopodiché saranno trasferiti in contenitori isotermici adatti per il trasporto a domicilio o consegnati direttamente al cliente nel servizio d’asporto.

cartoni per la pizza e le vaschette che contengono le pietanze gourmet stanno sostituendo i piatti di ceramica e le tovaglie ben stirate.
Oltre a rispettare le norme che regolano l’attività di delivery e take-awayi ristoratori si trovano a dover valutare anche il tipo di packaging più indicato per consegnare i piatti appena preparati.
Non tutti i materiali, infatti, sono uguali e idonei a contenere qualsiasi tipo di alimento.

È sempre buona norma, quindi, chiedere ai propri fornitori la dichiarazione di conformità per i MOCA.
Con tale acronimo si intendono tutti quei materiali ed oggetti destinati ad entrare in contatto con gli alimenti dalla fase di produzione, confezionamento e distribuzione fino al consumo in tavola.

Come scegliere quindi il packaging più adatto e soprattutto a norma? 
Deve essere:

  • Dotato della dichiarazione di conformità dei MOCA;
  • Idoneo a contenere la pietanza da consegnare a domicilio, che dovrà quindi essere riportata sull’etichetta;
  • Rintracciabile (sarà sufficiente disporre della fattura d’acquisto).
Trasporto di alimenti

La fase di trasporto è sicuramente la più delicata in quanto deve essere assicurato il corretto mantenimento della catena caldo/freddo.

Possono essere consegnati al domicilio sia cibi cotti pronti al consumo che crudità pronte al consumo. Per garantire le corrette temperature di trasporto dei prodotti finiti devono essere utilizzati contenitori isotermici in grado di mantenere i cibi freddi o caldi a seconda delle esigenze. Il trasporto prevede una durata di circa trenta minuti tale da garantire la permanenza degli alimenti a temperature corrette.

Durante il trasporto, inoltre, i cibi pronti al consumo cotti devono essere tenuti separati dai cibi crudi, così da evitare contaminazioni crociate.

Comunicazione allergnei

Comunicare gli allergeni nei prodotti consegnati a domicilio è un aspetto molto importante perché il cliente non recandosi in sede non può consultare menù e schede ingredienti esposte.
Errori nella comunicazione degli allergeni potrebbero causare danni ai cliente allergici ed intolleranti.
Per gli alimenti confezionati, per esempio bibite, confezioni pronte etc, gli allergeni sono indicati sulla confezione stessa in conformità al reg.(UE) n. 1169/11.

Per gli alimenti non confezionati, che vengono allestiti in mono o multiporzioni, a seconda dell’ordine ricevuto, l’operatore deve comunicare gli allergeni contenuti, adottando una o più delle seguenti modalità:

  • Menù online indicante gli allergeni per ogni pietanza;
  • Copia cartacea del menù al cliente al momento della consegna.

Nel caso in cui si disponga delle modalità riportate è possibile compilare una scheda con la lista dei prodotti e dei relativi allergeni.
Eventuali prodotti per persone allergiche o intolleranti (e quindi preparati secondo le indicazioni riportate nel proprio manuale di autocontrollo) vengono chiaramente identificati tramite scritta o etichetta.

Tali prodotti saranno inseriti in contenitori appositi per il trasporto per prevenire possibili contaminazioni e consegnare un pasto sicuro e sano.

Igiene degli addetti che effettuano il delivery

È necessario adottare misure stringenti per ridurre il rischio di trasmissione del virus tra dipendenti, fornitori, addetti alle consegne e consumatori, considerando anche stoviglie e contenitori.

Pertanto:

  • Gli addetti sono dotati di mascherina, guanti e forniti di disinfettanti mani;
  • L’addetto deve sanificarsi le mani sempre dopo una consegna e prima dell’altra;
  • Dopo ogni consegna, i contenitori isotermici vengono puliti con acqua e detergente e, successivamente, disinfettati con prodotto a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% o etanolo al 70%.

Nel momento della consegna al cliente l’operatore deve Indossare i DPI previsti e mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale di 1 metro.

Si ricorda infine che è fondamentale che tali fasi, qualora non presenti, siano analizzate e valutate nel proprio Piano di Autocontrollo basato sul sistema HACCP che tutte le Aziende alimentari hanno l’obbligo di redigere e rispettare.

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